Proroga fino all’11 gennaio 2026
La mostra fotografica è un omaggio alla “Via Appia. Regina Viarum” iscritta da poco più di un anno nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
L’intento è quello di raccontare attraverso le immagini fotografiche il percorso dell’Appia nell’alta Valle del Bradano, tra Melfi e Venosa, passando per Rapolla.
Attraverso 38 fotografie in bianco e nero, organizzate in quattro gruppi tematici, il racconto si snoda tra colline e campi e attraversa un paesaggio antico, a tratti moderno ed evoluto, da sempre testimone di incontro di genti e di culture.
La strada attraversa un territorio che conserva il carattere agricolo che aveva in età romana, segnato da evidenze riconducibili alle forme insediative rurali: ville e fattorie. In questo territorio fu rinvenuto a metà del 1800 il Sarcofago di Rapolla, opera identitaria del Museo “Massimo Pallottino”. Nell’areale di interesse il tracciato dell’Appia è documentato da tratti di acciottolati e brevi basolati oltre a opere infrastrutturali come il Ponte dell’Arcidiaconata e la tagliata del vallone Sanzanello. La via giunge a Venosa, colonia fondata nel 291 a.C., il cui assetto urbanistico è ben visibile nel Parco Archeologico ubicato all’estremità NE dell’abitato moderno e definito sul lato orientale dalla maestosa e scenografica Incompiuta.
La mostra è il risultato della preziosa collaborazione con il Parco archeologico dell’Appia Antica, il Circolo fotografico “Controluce”, affiliato FIAF-ETS, e l’Archeoclub di Melfi; la stessa è stata resa possibile grazie alla erogazione liberale tramite Art Bonus.