Il Museo archeologico nazionale del Melfese, ospitato all’interno del suggestivo Castello di Melfi, conserva e valorizza l’importante documentazione archeologica proveniente dal comprensorio del Vulture-Melfese, offrendo al visitatore un percorso che attraversa le principali fasi storiche del territorio.
Il Museo, istituito nel 1976, è intitolato al noto archeologo Massimo Pallottino.
Il percorso espositivo, organizzato secondo criteri topografici e cronologici e suddiviso nelle sezioni classica, medievale e postmedievale, accompagna il visitatore dalle prime forme di insediamento umano nel territorio, risalenti all’età arcaica, fino all’età moderna. I reperti illustrano i cambiamenti storici, l’evoluzione degli insediamenti e i rapporti tra culture e società diverse.
Opera identitaria del museo è il Sarcofago di Rapolla, capolavoro della scultura romana di età imperiale.
Di particolare rilievo è la collezione dei reperti preromani in bronzo e ferro, armi e strumenti di guerra come elmi, armature e carri da parata. Molti provengono dal mondo greco ed etrusco.
La collezione comprende ceramiche greche e magnogreche e manufatti delle popolazioni italiche, tra cui i nord-Lucani e i Dauni. Di grande interesse sono le più recenti produzioni ceramiche provenienti da Canosa, riconoscibili per le forme e i decori originali.
Importante la collezione di vetri medievali che racconta la raffinatezza della mensa dell’imperatore Federico II di Svevia e i contatti con il mondo bizantino e islamico.
Ad epoca più recente rimandano le tele e le sculture della collezione Doria.
Nel suo complesso, il museo offre un racconto articolato e affascinante della storia del Vulture-Melfese, coniugando il valore scientifico delle collezioni con la suggestione unica della cornice monumentale del Castello.

















