Il Museo è ospitato nei camminamenti seminterrati del castello rinascimentale di Pirro del Balzo. Nel 2021, a trent’anni dalla sua inaugurazione, è stato oggetto di un completo rinnovo della veste espositiva. Un ricco apparato didattico multimediale, che ha permesso di ampliare il racconto storico e renderlo accessibile a diversi target di pubblico, ne ha fatto uno dei musei più tecnologici del Sud Italia.
Il percorso museale racconta la storia di Venosa e del suo territorio attraverso reperti, testi, immagini e contenuti interattivi e si articola in sei sezioni, ognuna introdotta da un touch-screen che contiene animazioni virtuali, video, foto e vari approfondimenti tematici. Completano l’allestimento tre suggestivi videomapping.
Nella sezione introduttiva, un touch screen consente al visitatore di esplorare liberamente la storia del contenitore museale, della città, dei personaggi illustri, del territorio e degli scavi, scegliendo temi e livelli di approfondimento.
Seguono cinque sezioni cronologiche e topografiche, in cui vengono ricostruiti i principali capitoli della storia di Venosa e del comprensorio del Vulture dalla fase preromana (metà IV-III sec. a.C.) al Rinascimento. Il settore più ampio del museo è dedicato all’epoca romana, dalla fondazione della colonia latina di Venusia (291 a.C.) all’età tardoantica.
Tra i manufatti di maggior pregio dell’esposizione si segnalano i cippi iscritti dell’Auguraculum (recinto augurale) di Banzi e la Tabula Osco-Bantina, databili agli inizi del I sec. a.C. e la collezione di sculture di età tardo-repubblicana e imperiale, tra cui primeggia la testa marmorea di Diadumeno della fine del I sec. d.C.







