Il Parco paleolitico di Notarchirico, uno dei più importanti contesti preistorici d’Europa, risalente al Paleolitico Inferiore, si trova a circa 9 km da Venosa. L’area archeologica, oggi musealizzata e accessibile al pubblico, conserva una straordinaria testimonianza delle prime fasi della presenza umana nel territorio italiano.
Il giacimento racchiude una sequenza stratigrafica composta da nove paleosuperfici, databili tra 695.000 e 600.000 anni fa, che documentano occupazioni ripetute nel tempo da parte di gruppi umani. Questo lungo arco cronologico permette di ricostruire l’evoluzione dell’ambiente, delle strategie di sussistenza e delle tecnologie utilizzate dagli ominidi.
Gli scavi hanno restituito numerosi manufatti litici realizzati in selce, calcare e quarzite, strumenti essenziali per la caccia e per la lavorazione delle carcasse animali. Accanto ai reperti archeologici sono stati rinvenuti importanti resti paleontologici, riferibili a una grande varietà di specie animali che popolavano l’area, tra cui elefanti, cervi, bisonti, daini e tartarughe. Questi ritrovamenti offrono preziose informazioni sul paesaggio naturale e sulle variazioni del clima nel Pleistocene medio. Di eccezionale rilievo è il rinvenimento di un frammento di femore attribuito a Homo heidelbergensis, che rappresenta la più antica attestazione di presenza umana in Italia. Questo reperto colloca Notarchirico tra i siti chiave per lo studio del primo popolamento dell’Europa occidentale.
Il sito di Notarchirico offre al visitatore un’esperienza unica tra archeologia, scienza e racconto dei capitoli più remoti della storia del territorio venosino.
