Anfiteatro romano

Nel settore occidentale del Parco Archeologico si trovano i resti dell’anfiteatro romano, costruito in posizione periferica rispetto all’abitato antico ma inserito in un’area densamente urbanizzata. L’edificio presenta una prima fase costruttiva in opera reticolata, databile nel corso del I secolo d.C., seguita da ristrutturazioni in opera mista del II secolo d.C.

L’edificio, dalla caratteristica pianta ellittica, è stato solo parzialmente messo in luce. Sono visibili i resti di un porticato esterno su pilastri, di alcune strutture del corpo centrale che sosteneva le gradinate della cavea, costituito da corridoi anulari e cunei radiali, e dell’arena, in cui sono stati individuati diversi vani sotterranei, probabilmente destinati al deposito di attrezzature e al ricovero di animali.

La lacunosità delle strutture murarie è attribuibile alle spoliazioni medievali, avvenute soprattutto per la costruzione della Chiesa Incompiuta, voluta dai Normanni ma mai portata a termine. Nonostante ciò, l’anfiteatro di Venosa resta una testimonianza significativa dell’architettura monumentale romana e di uno stile di vita urbano.

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