Inserita nel complesso fortificato di origine normanna, successivamente ampliato e potenziato dall’imperatore Federico II di Svevia, la Cappella Doria fu parte integrante delle dimore della famiglia Doria, che detennero il feudo e il castello per oltre cinque secoli.
A navata unica, ospita un significativo nucleo di opere appartenenti alla Collezione Doria, costituito prevalentemente da dipinti a soggetto sacro. Tra le opere di maggiore rilevanza si annovera la “Crocefissione” (1589) del pittore fiammingo Cristiano Danona, affiancata da una “Adorazione dei Pastori” di notevole valore storico-artistico.
Il percorso espositivo comprende inoltre opere di Andrea Miglionico tra cui “Mosè con il serpente di bronzo” e la rappresentazione dell’apparizione dell’Immacolata ad Adamo ed Eva, esempi significativi della pittura barocca meridionale.
Di particolare pregio è la scultura lignea policroma raffigurante San Sebastiano, attribuita a Giovanni da Nola e databile tra il 1508 e il 1511. L’opera, finemente intagliata, rappresenta una testimonianza di eccezionale valore della scultura rinascimentale nel Mezzogiorno d’Italia.
La Cappella Doria si configura come uno spazio di elevato valore storico-artistico, espressione della stratificazione plurisecolare del Castello di Melfi e del ruolo svolto dalla famiglia Doria nel contesto politico e culturale del territorio.




